Discover, Smell, Taste, Enjoy & Share
di Tutti i Sapori è il gruppo dell’Associazione di Tutti i Colori che si propone di promuovere e stimolare una sana cultura enogastronomica, attraverso la diffusione, la promozione e la conservazione delle tradizioni, della storia e dell’immagine dei prodotti della nostra tradizione, ma anche di viaggiare con il gusto alla scoperta delle “cucine del mondo”.
Un’alimentazione sana e corretta trova fondamento nelle tradizioni sociali e culturali dei popoli: le più avanzate ricerche scientifiche confermano la validità dei principi di alimentazione tipici delle realtà locali, caratterizzati da un equilibrio nutrizionale aderente alla realtà sociale del territorio e, soprattutto, all’utilizzo di prodotti tipici. Le tradizioni culinarie, le metodologie di preparazione dei cibi, le peculiarità ambientali hanno consentito di salvaguardare il nostro patrimonio gastronomico dalla globalizzazione dettata dalle regole di mercato.
Proprio l’attenzione alle persone è importantissima per di Tutti i Sapori: conosciamo personalmente i produttori da includere nel GAC e da cui approvvigionarci per i nostri eventi; prediligiamo le aziende agricole del nostro territorio e, in ogni caso, realtà estranee alla filiera della grande distribuzione, che costringe a logiche produttive difficilmente compatibili con la salvaguardia della tipicità dei prodotti e della nostra salute.
Lo “chef”:
Marco Girosi
informatico per necessità, cuoco per passione
Quando viene invitato a cena da qualcuno, di solito, Marco si porta la cucina. Se occorre, arriva anche con tre ore di anticipo e inizia a spadellare. Preparare il mangiare è il suo modo di pregare… è una delle sue ragioni di vita.
La passione ha radici lontane, dai tempi della scuola, cioè da quando sua madre iniziò a fare l’orario continuato in ufficio. E’ proprio allora che, stufo della solita minestra riscaldata, incominciò a sperimentare abbinamenti, probabili e non, in spezzatini e frittate.
La voglia di scoprire non l’ha mai abbandonato. Continua a perseguitarlo, anche dopo i difficili anni delle frittate adolescenziali.
Ed è proprio così che, con la maturità, è diventato uno chef.
La definizione non è sua, ma degli amici che hanno avuto occasione di assaggiare i suoi esperimenti.